Chi non dubita non cubita


venerdì 3 febbraio 2012

LA MONOTONIA DELLA TOPA


Tutta la vita è monotona. Ripetitiva.
Di quante cose ci siamo stufati...


Un elenchino?
Ogni giorno bisogna mangiare.
Se si mangia bisogna bere.
Se si mangia e si beve bisogna pisciare e cacare.
Poi bisogna fare il bidet.
Lavarsi in genere.
Vestirsi.
Che palle. 
Ogni giorno, se non sei anoressico, stitico, sporcaccione e nudista.


Poi magari hai una moglie o un marito, e uno o più figli.
Tutti con le stesse monotonie.
In particolare se hai una moglie hai la necessità di espletare le tue necessità sessuali. E anche se non ce l'hai. 
Tua moglie (o chi per essa) ha una topa, così come tu hai un pisello. 
Sempre la stessa topa, sempre lo stesso pisello.
E anche se cambi topa o pisello, sono sempre fatti allo stesso modo.
Monotono abbestia.


Ovviamente per soddisfare tutte queste necessità quanto meno hai bisogno di una casa, con tutti i servizi relativi: luce, acqua, gas, riscaldamento, cucina, bagno, camera ecc. ecc.
Sempre la stessa casa, gli stessi rubinetti, gli stessi servizi igienici...
Che desolante monotonia.


E ho parlato solo di necessità primarie, a livello di sopravvivenza, sorvolando su tutto il resto, quello che c'è fuori. Sarebbe troppo lunga.
Ma questo può bastare.
Può bastare per fare un piccolo, elementare ragionamento.


Tutto quanto sopra, per essere attuato, deve anche essere pagato. 
E per essere pagato si devono avere i soldi per pagarlo. 
E per avere i soldi per pagarlo o si va a rubare o ci si procura un merdosissimo, odiatissimo, monotonissimo lavoro. 
Possibilmente fisso. 
Perché fissi sono anche i bisogni.


E nessun premier ultramilionario con pretese di serietà e affidabilità può permettersi battute sulla monotonia del lavoro fisso: scopre l'acqua calda.
Se va avanti così diventa monotono. Si spera che non sia fisso. A me è già venuto a noia. Il premier.


Ma poi, ce le paga lui le necessità, compresa la topa?
Monotona, sì, ma in questo caso... quanto ci piace la monotonia!


Gianni Greco