Chi non dubita non cubita


martedì 15 novembre 2011

LETTERINA A MARIO MONTI


Egregio prof. Monti,
sono un cittadino italiano, e come tale un po' stupido, per di più pieno di dubbi.
Premetto che ho sempre odiato i professori a scuola, e da adulto ho cominciato a odiare i tecnici: tutta gente che ne sa più di te e se vuole te lo tira nel culo come se grandinasse.


I professori mi davano brutti voti, eppure ero pieno di sapere interiore. I tecnici mi hanno spesso sostituito pezzi che non ne avevano bisogno e fatto credere tutto quello che hanno voluto, tanto io non ci ho mai capito un cazzo.
S'immagini cosa possa pensare dei professori-tecnici.


Lei, tecnoprofessore, ha una faccia affidabile, una bella fronte alta ed è anonimo quanto basta per darmi fiducia, ma altrettanto per farmi fortemente dubitare. 
Cosa c'è dietro quella fronte? Quante banche, quanti interessi internazionali, quanti dollari in un turbinìo che vi alberga da tutta la vita?


Lei è mai stato povero? Ha mai provato il vero terrore di non avere nemmeno i soldi per poter dare da mangiare alla propria famiglia?
Sicuramente no, beato lei. Ora poi si becca l'opulento stipendio di senatore a vita benché abbia speso parole contro i privilegi, e mi fa qualunquisticamente pensare che come al solito i soldi vadano solo a chi ce li ha già.


Non so se lei ce la farà a comporre un governo con tutti quei politici assatanati che la circondano (a proposito, odio anche loro), ma se dovesse riuscirci la pregherei di una cosa: lasci in pace i cittadini. 
Ha parlato di equità, non la confonda con Equitalia.
Colpisca i ricchi, tanto sappiamo che ricchi non ci sono diventati del tutto onestamente. Colpisca duro, tanto loro cascano sempre in piedi.


Un suggerimento: non solo non reintroduca l'ICI, ma abolisca tutte le odiose tasse di possesso, a cominciare dal canone Rai e il bollo auto. Sia tanto pesante da una parte quanto leggero dall'altra. Ragioni per una volta con il cervello di un povero: stia tranquillo, nessuno le darà del comunista. Non io, almeno. Contento?


Ma, a proposito di professori, sono costretto a darle un brutto voto in italiano: in un discorso ufficiale l'ho sentita scambiare un maschile per un femminile, eppure quel discorso lo leggeva. Si applichi di più, l'intelligenza non le manca. O si compri un altro paio di occhiali.


E nel suo organico, la prego, non inserisca buttiglioni solo perché hanno il titolo di professori. 
Pare inoltre che tra i nomi papabili non ci siano quasi punte donne. Allora mi permetto un altro suggerimento: chieda una consulenza ad Alvaro Vitali, lui di professoresse se ne intende.
Pensi alla felicità del popolo. Più fica per tutti. 
Le saranno grati gli uomini per evidenti ragioni, e le donne perché la fica ce l'hanno loro. Ma non scambi la topa con Corrado Passera.


Con i sensi della mia dubbiosissima deferenza, in fede ma non Emilio, 


Gianni Greco